Quali sono i piatti tipici romani?

Le preparazioni della cucina romana sono idealmente pietanze destinate a soddisfare le esigenze energetiche dell’uomo impegnato nel lavoro nei campi e per tale motivo prevedono piatti particolarmente nutritivi, somministrati in porzioni abbondanti.

Un caposaldo della cucina tipica romana sono i primi piatti. La cucina romana è conosciuta anche per essere una cucina cosiddetta “povera”. Della cucina tradizionale è famoso l’utilizzo nelle preparazioni del cosiddetto “quinto quarto”. Il nome collettivo quinto quarto raggruppa tutto ciò che dell’animale non fa parte dei quattro tagli “nobili” (anteriori e posteriori), ossia frattaglie e interiora, zampette e ogni scarto che sia commestibile dalla punta del muso alla coda. 

Quali sono i piatti della tradizione romana?

I piatti tipici romani sono moltissimi e alcuni sono un vero simbolo della cucina italiana nel mondo. Ecco i più famosi e consumati piatti della tradizione romana:

  • Pasta alla carbonara: si tratta di una ricetta nata nel secondo dopoguerra, in parte americana, in parte napoletana, in parte abruzzese.  la vera carbonara si prepara con il guanciale, tagliato a listarelle e fatto cuocere finché non diventa leggermente croccante. Tra gli altri ingredienti, troviamo i tuorli d’uovo, un uovo intero, il pecorino grattugiato, meglio se romano DOP, sale e pepe. Non va usato né aglio né cipolla. Per evitare quello che viene chiamato “effetto frittata” bisogna evitare che l’uovo venga aggiunto alla pentola finché è sul fuoco. La pasta dovrebbe essere lunga ma è accettata anche quella corta (rigatoni o mezze maniche);
  • Pasta alla amatriciana: dal 6 marzo 2020 è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dell’Unione europea. L’amatriciana è una di quelle ricette capaci di suscitare grandi emozioni. Nella ricetta dell’amatriciana tradizionale, il sugo è composto da guanciale soffritto e sfumato con vino bianco secco, pomodoro San Marzano o, in alternativa, pomodoro pelato di qualità, formaggio pecorino, olio extravergine di oliva, peperoncino fresco o essiccato, sale e pepe. Nella ricetta originale dell’amatriciana non c’è la cipolla né tantomeno meno l’aglio;
  • Carciofi alla Giudìa: questa preparazione ha origine nelle antiche osterie romane, in particolare nella zona del ghetto ebraico. Alla base di questa ricetta c’è una frittura croccante dei carciofi, che li trasforma in vere e proprie chips;
  • Supplì alla romana: conosciuto anche come supplì “al telefono”. Queste palline di riso impanate e fritte nella loro ricetta originale sono talmente ripiene di mozzarella che, una volta aperte, formeranno un lungo filo: come quello del telefono;
  • Abbacchio alla romana: piatto che viene preparato durante le festività pasquali. L’abbacchio alla romana è una ricetta tipica a base di un agnello giovane che si nutre ancora di latte;
  • Coda alla vaccinara: piatto della tradizione culinaria romana più povera. Alla base di questo piatto c’è la coda di bue, che richiede tempi di cottura molto lunghi e il fuoco basso. Spesso viene cotto con il trito di verdure e i pomodori pelati.

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